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Chi sono

Sono una Psicologa ad indirizzo clinico e di comunità iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio (n. iscriz. 14679) dal 02/03/07 e Psicoterapeuta ad orientamento Pluralistico Integrato  (delibera n. 21 del 30/12/2013).
Nel 2010 ho conseguito presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università Sapienza di Roma un Dottorato di ricerca in Psicologia dell’Orientamento e dei Processi di Apprendimento.

Svolgo attività clinica, di formazione e di ricerca in collaborazione con Enti pubblici e privati.

Sono socio della SIPAP - Società Italiana Psicologi Area Professionale Privata.

L'attività clinica

L'esperienza maturata in diversi ambiti rappresenta l'elemento essenziale che mi offre la possibilità di proporre consulenze psicologiche e di counseling adattate alle specifiche esigenze di ciascuna persona.

Infatti, chi si rivolge ad un psicologo può farlo perché sofferente a causa di disagi/disturbi più o meno gravi (es., depressione, ansia, attacchi di panico) o di eventi dolorosi (es., una separazione, un lutto, un licenziamento) oppure perché vuole imparare a conoscere meglio e ad accrescere le sue potenzialità (es., per migliorare il rendimento a lavoro o negli studi, per avere relazioni più soddisfacenti). Lo stesso vale ovviamente anche se ci si rivolge ad uno psicologo per sostenere una persona cara o per affrontare difficoltà di coppia o familiari, allo scopo di risolvere un problema o per accrescere lo stato di benessere e soddisfazione.

In tutti questi casi, ritengo che lo scopo delle sedute psicologiche sia quello di costruire insieme una cassetta degli attrezzi personalizzata che consenta a chi la possiede di soddisfare nel migliore dei modi i propri bisogni attuali nonché di essere preparato ad affrontare autonomamente quelli futuri.

Credo, dunque, che un percorso terapeutico sia un viaggio in cui il cliente (l'unico vero esperto di se stesso), fidandosi e affidandosi al professionista (esperto di tecniche psicologiche), possa ridurre la propria sofferenza e scoprire le proprie risorse nascoste.

L'attività di formazione e ricerca

Coniugare l'attività clinica con quella della formazione e della ricerca è per me una grande opportunità e risorsa in quanto mi consente di confrontarmi costantemente con i più recenti sviluppi della ricerca e della letteratura, nonchè con colleghi e con persone in formazione. Queste esperienze mi consentono di aggiornare costantemente le mie conoscenze, di accrescere le mie competenze, di operare scelte che tengano conto dei contributi teorico-metodologici della comunità scientifica internazionale, di mettere in discussione e verificare ogni giorno i modelli teorici e le tecniche cui faccio riferimento.

In particolare ritengo che la ricerca debba basarsi su una forte solidità scientifica e, allo stesso tempo, debba far tesoro della ricchezza dell'intuito e della creatività. Inoltre sono estremamente d'accordo con le più recenti posizioni espresse in ambito internazionale nell'ultima edizione del Bergin and Garfield's Handbook of Psychotherapy and Behavior Change (6th Edition, 2013), in cui è evidenziata la necessità di creare un maggiore dialogo tra i clinici e i ricercatori, in modo che gli uni possano far tesoro dei riscontri degli altri.

Anche la formazione è un'altra delle mie passione. Ogni lezione è per me un viaggio alla scoperta dell'altro e della ricchezza del gruppo. Credo che se tanto i docenti quando i discenti hanno la capacità di mettersi in gioco in questo viaggio ne usciranno entrambi cambiati, in termini non solo di sapere (conoscenze), ma anche di saper fare (competenze) e saper essere (atteggiamenti). È per questo che ritengo che la formazione debba essere esercitata come un'arte con una grande solidità scientifica, in cui non è possibile improvvisarsi nè lasciare le cose al caso. Addestrarsi costantemente, apprendere sempre nuove strategie di insegnamento è essenziale per realizzare esperienze interattive, profonde, multidimensionali e multimodali attraverso cui è possibile rendere l'apprendimento un processo naturale e permanente.

La collaborazione e il confronto con gli altri professionisti

Credo essenzialmente nel lavoro di rete, in cui professionisti diversi possono contribuire a realizzare interventi migliori per l'utente.

E credo nella ricchezza data dallo scambio e dal confronto con i colleghi. Che siano più o meno esperti, che abbiano sviluppato competenze in ambiti di intervento affini o estremamente diversi dal mio, sono una risorsa preziosa che, da un lato, mi consente di migliorare costantemente il mio lavoro e, dall'altro, mi mette al riparo dai principali rischi legali al nostro lavoro, ossia compiere scelte che possono danneggiare l'utente o scontrarsi con i sintomi del burn-out.

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