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Scuola, BES e DSA: mai trascurare le emozioni

Lupi BSE DSA

A cura di Valeria G. Carraroli

I Bisogni educativi speciali (BES) e i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) danno spesso origine a molte emozioni "boicottanti" nel contesto scolastico.

Quando lo stile d'apprendimento espresso dagli allievi non appare conforme alle modalità standard proposte dalla Scuola (di ogni ordine e grado) si possono consolidare processi generativi di affetti problematici, legati tipicamente alla frustrazione.

Frustrazione relativa alla difficoltà nello svolgimento del compito (cioè legata alla performance) e frustrazione relativa al confronto con i compagni (cioè legata alle relazioni sociali).

Numerose emozioni negative possono mascherare la confusione e il disagio sperimentati con dolore nella prestazione scolastica: ansia e pensieri depressivi, rabbia (manifestata soprattutto a casa per sfuggire al giudizio sociale), impotenza appresa, sfiducia in sé e nella propria immagine, paura e anticipazione del fallimento, disturbi psicosomatici (mal di testa, nausea e vomito), evitamento dei compiti sfidanti e delle novità (per cui non è infrequente che insegnanti e genitori parlino di "apatia", "pigrizia", "disinteresse", "provocatorietà"). Così la risposta degli adulti diventa facilmente "punitiva" e accentua il senso di sconforto e solitudine dello studente.

In casa i genitori possono oscillare tra posizioni di negazione del problema e posizioni di identificazione con il figlio: entrambe minano la solidità del ruolo genitoriale e finiscono con l'accentuare il clima interno confusivo del ragazzino.

Per questo l'eco emotiva dei BES e dei DSA va accolta e ascoltata.

Le esperienze più recenti hanno dimostrato che un Counsellor scolastico preposto all'ascolto accettante può contrastare il disagio scolastico nella dimensione del qui e ora, facilitando la presa d'atto della situazione e promuovendo le risorse personali per il superamento del gap.

Come counsellor professionista ho personalmente sperimentato l'efficacia del Counselling scolastico nel potenziamento dell'empowerment nello studente e la possibilità di contrastare la dispersione scolastica evitando perniciosi abbandoni degli studi.

Gli spazi d'ascolto, individuali o di gruppo, offrono prospettive di fronteggiamento dello stato ansioso favorendo nuove strategie di coping e promuovendo le risorse interne che sostengono la resilienza.

Appare dunque necessario osservare le espressioni emotive degli studenti in difficoltà, accoglierle e dare loro parola: in questo modo la Scuola può sostenere il successo formativo di chi non appare immediatamente allineabile agli standard di performance attesi.

Carl Rogers in questo è stato chiaro: prima di tutto viene la relazione.

E proprio nella relazione dell'ascolto empatico le emozioni, come modulatori cognitivi, possono allearsi con il processo di insegnamento-apprendimento volto al successo scolastico.

Il Counselling si propone in questo senso come uno strumento di straordinaria utilità, sia offerto da professionisti in appositi spazi d'ascolto, sia come abilità trasversale degli insegnanti formati all'ascolto attivo.

Rogersianamente, ciascuno può così davvero raggiungere il proprio livello di eccellenza in una Scuola realmente accogliente.

Note su Valeria G Carraroli

Valeria G Carraroli, laureata in Filosofia del linguaggio, classe 1964. Counsellor professionista, specializzata nel colloquio tecnico di comprensione-chiarificazione, esperta di disturbi specifici dell'apprendimento e bisogni educativi speciali, prof di Lettere nella scuola superiore e mamma.
Crede nell'ascolto e nella parola per fare spazio alle soluzioni, al centro mette sempre la persona con le sue risorse. Le piace la pizza, è golosa di cioccolata, adora i fiori, le tartarughe, il pane fatto in casa e il profumo della sera.
Pensa: La felicità è un modo di vedere le cose
Dice spesso: Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Ora sono saggio e sto cambiando me stesso (Dalai Lama).
Ama un racconto antico:
Una notte, un vecchio indiano raccontò a suo nipote una storia:
«Figlio mio, la battaglia nel nostro cuore è combattuta da due lupi.
Un lupo è maligno: è collera, gelosia, tristezza, rammarico, avidità, arroganza, autocommiserazione, colpa, risentimento, inferiorità, falso orgoglio, superiorità.  L’altro è buono: è gioia, pace, amore, speranza, serenità, umiltà, gentilezza, benevolenza, immedesimazione, generosità, verità, rispetto, compassione e fiducia».
Il nipote, dopo averci pensato per qualche minuto, chiese al nonno: «Quale dei due lupi vince?». «Quello che tu nutri».

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