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Abuso di professione educativa: i pedagogisti scrivono agli psicologi

Abuso professionale: pedagogisti contro gli psicologi

Il presidente APEI (Associazione Pedagogisti Educatori Italiani) scrive all'Ordine degli Psicologi una lettera contro l'abuso di professione educativa.

La lettera del Presidente APEI

LETTERA ALL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI CONTRO L'ABUSO DI PROFESSIONE EDUCATIVA
Spett. li Ordine degli Psicologi,
e. p. c.
ai Soci APEI e alle migliaia di laureati SDE che ci seguono su FB

siamo a segnalarvi un preoccupante fenomeno di abuso professionale da parte di numerosi laureati in psicologia che pressano per farsi assumere come educatori nelle comunità educative, centri educativi, servizi di educativa domiciliare e altro. Il fenomeno è particolarmente preoccupante in Sicilia, tale da creare forti attriti tra le decine di migliaia di giovano laureati in SCIENZE DELL’EDUCAZIONE che protestano sempre più vivacemente presso la nostra associazione professionale riconosciuta in base alla legge 4/2013.
Ho già avuto modo di ricevere assicurazioni da parte di esponenti della vostra professione, anche in ambito universitario, di reprimere tale abuso professionale anche perché in contrasto con la legge 86/90 e del Vostro codice deontologico e per il deprimente vissuto professionale dell’educatore laureato in psicologia, in quanto presta tale opera per mancanza di posti di lavoro come psicologo, che per fondata scelta personale.
Vi chiediamo quindi di intervenire con energia e determinatezza spiegando ai vostri laureati che la Pedagogia è ben altra cosa della Psicologia e che lo Psicologo non è un Pedagogista.

Certi di un vostro intervento chiarificatore presso i vostri iscritti

Il Presidente Nazionale APEI
Associazione Pedagogisti Educatori Italiani
Dott. Alessandro Prisciandaro

Fonte.

La risposta del Consiglio Nazionale degli Psicologi

Trovo ben strana, per non dire bizzarra, la lettera del dottor Prisciandaro. La Legge 4 non ha affatto «riconosciuto» alcuna associazione professionale, come egli sostiene, nè quindi la sua. E non è un caso isolato: moltissime altre Associazioni di pseudo professionisti («professionisti» si è tali solo se si è superato un Esame di Stato e se si è iscritti ad un Ordine professionale) spacciano per riconoscimento addirittura il semplice fatto di essere nell’elenco CNEL che, ricordo, ha solamente mappato una (autocertificata) articolazione più dettagliata delle attività intellettuali che caratterizza il lavoro autonomo (o dipendente). Tutto qui. Figure non qualificate utilizzano la legge sulle professioni non regolamentate e cercano di «autoassegnarsi» funzioni riservate per legge agli psicologi. A titolo puramente esemplificativo «counsellors», «consulenti filosofici», «pedagogisti clinici», «reflectors», «armonizzatori» e altre analoghe figure pseudo- psicologiche autoaccreditatesi cercano di esercitare, de facto, anche quelle che sono funzioni professionali tipiche dello psicologo. E poi gli abusivi – con il loro percorso formativo e professionale, il tirocinio, l’Esame di Stato, la formazione continua, il codice Deontologico e gli aspetti sanzionatori e così via – sarebbero gli Psicologi? «Ma mi faccia il piacere …!!», direbbe il grande Totò.

Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio nazionale degli Psicologi

Fonte.

I commenti dei lettori su corriere.it

Fonte

Quale rispetto?
07.12 | 15:08 Lettore_9618369
Gent.mo Presidente Giuseppe Luigi Palma, leggo davvero con grande stupore la sua risposta offensiva e arrogante e direi poco rappresentativa della Categoria Professionale a cui appartiene, alla richiesta ,lecita, del Dott. Alessandro Prisciandaro (appartenente alla nuova categoria da lei coniata dei pseudo-professionisti e di cui mi onoro di far parte) nella quale è stata esplicitata una problematica che coinvolge migliaia di giovani laureati in Scienze dell’Educazione in Sicilia ma non solo. Infatti, cio’ che le è stato richiesto dal Dott. Prisciandaro è proprio il rispetto del Codice Deontologico Professionale degli Psicologi che all’art.6 recita : “Nella collaborazione con professionisti di altre discipline ( lo psicologo) esercita la piena autonomia professionale nel rispetto delle altrui competenze”…. ovvero svolge il proprio mestiere…ma probabilmente, il Presidente dell’APEI  nel porle tale richiesta, non era ancora a conoscenza che tra le funzioni degli Psicologi rientrasse anche il disconoscimento di Titoli conseguiti in altre Facoltà ( Dott. Prisciandaro si aggiorni!). Quindi, Dott. Palma, le vorrei cortesemente consigliare di rileggere con attenzione quanto riportato all’articolo 38 del suddetto Codice Deontologico Professionale :” Nell’esercizio della propria attività professionale e nelle circostanze in cui rappresenta pubblicamente la professione a qualsiasi titolo, lo psicologo è tenuto ad uniformare la propria condotta ai principi del decoro e della dignità professionale”. Ritengo che il rispetto per gli altri non venga conseguito con un Titolo universitario e neanche rilasciato da nessun Ordine Professionale e lei, con la sua risposta, ne è purtroppo un’ emerita conferma. Concludo, visto che è un estimatore del grande Totò con una sua perla “L’educazione è come una camicia bianca…..non passa mai di moda”…..Cordiali saluti! Dott.ssa Grazia Maruccia.

La pedagogia non è nata ieri è più antica della psicologia!
06.12 | 23:38 Lettore_9617208
Ma come, dott. Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio nazionale degli Psicologi, con quale faccia ci dice dice queste cose.
Prima di tutto, è per ignoranza o perché hai interesse a falsificare la realtà che sostiene che la legge non riconosce le associazioni professionali?
La legge 4 istituisce un elenco pubblico presso il Ministero delle Associazioni professionali, se non è riconoscimento questo cosa è?
E poi, dott. Giuseppe Luigi Palma, basta con questo pippone dei counselor, dei reflector eccetera che travalicano i confini degli psicologi. A parte il fatto che praticamente tutte le volte che l’ordine degli psicologi ha intentato delle cause ha preso bastonate di ogni tipo. Ma qui stiamo parlando di pedagogisti, una professione che ha millenni di storia, certo non ce la siamo inventata stamattina per togliere lavoro agli psicologi senza il titolo. Anche perché noi, che la pedagogia e l’educazione funzionano lo vediamo nelle cose, mi creda, non abbiamo bisogno di rubarvi il mestiere.
E infine, il dottor Palma ci dovrebbe far sapere perché non risponde nel merito all’unica questione che ponevamo. E’ vero o no che uno psicologo che svolge in quanto psicologo l’attività di educatore e pedagogista è passibile di sanzione? Si o no? E risponda, è facile citare Totò, fare il brillante, rispondere in maniera bizzarra. Ma risponda.
È presidente di un ente pubblico, che si fonda sui proventi di una tassa stabilita da una legge dello stato. Ha il dovere della chiarezza.

Alcuni spunti di riflessione

Definizione di professione: "Con il termine professione (anche più genericamente figura professionale) si intende, generalmente, un'attività lavorativa esercitata in modo organizzato, sistematico e continuativo a scopo di profitto [Fonte: Dizionario della lingua italiana, Devoto-Oli]". Fonte: wikipedia.

Definizione di professionista (libero professionista): "I liberi professionisti, per poter esercitare la loro attività devono necessariamente possedere requisiti previsti dalla legge, che varia da Stato a Stato. Generalmente devono essere iscritti agli albi professionali quando questi esistono; può anche accadere talvolta che il requisito di iscrizione a tale albo sia non obbligatorio, in questo caso nulla vieta loro di iscriversi ad un'associazione di categoria. Egli è un soggetto che, avendo una professionalità acquisita tramite percorsi di istruzione superiore, come di regola una laurea, la metta a disposizione e svolge prestazioni professionali a vari clienti senza essere assoggettato a datori di lavoro. Generalmente i liberi professionisti che esercitano le attività ritenute più importanti dai singoli ordinamenti statali, insieme con la professione oggetto dell'attività, soggiacciono ad un particolare e specifica disciplina legislativa. IN ITALIA È l'art. 2229 del Codice civile italiano "Delle professioni intellettuali" che inquadra l'esercizio di una professione intellettuale. L'articolo in oggetto precisa che è la legge che "determina le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi o elenchi". Pertanto, le libere professioni ordinistiche sono un sotto insieme delle libere professioni. Questo assunto è successivamente confermato dall'art. 2231 che ribadisce il concetto secondo il quale la "prestazione d'opera intellettuale" (art. 2230) può essere condizionata "all'iscrizione in un albo o elenco". La legge 14 gennaio 2013, n. 4 (vedi sotto) riprende la definizione di cui sopra, specificando che l'esercizio della professione (non ordinistica ovvero associativa) "è libero". [...] Per svolgere la gran parte delle libere professioni non è richiesto l'iscrizione ad un albo professionale. Infatti, le cosiddette "attività riservate" a soggetti iscritti in albi o collegi sono precisamente indicate dalle leggi e costituiscono un elenco limitato rispetto al vasto campo di servizi professionali centrati sull'apporto intellettuale. Tale "elenco limitato" tuttavia è molto più ampio di quello previsto nella maggior parte degli Stati e segnatamente nella Comunità Europea (ad esempio mentre le professioni "riservate" di medico ed avvocato sono previste in tutti gli Stati della Comunità Europea, tutte le altre "professioni regolamentate" sono di regola in numero ben minore, mentre la professione di giornalista è prevista solo in Italia). [...]" Fonte: Wikipedia.

Professione = Ordine? Se la risposta è sì come fanno a lavorare tutti i cittadini degli Stati in cui non esistono gli Ordini Professionali?

Cosa fa il Pedagosta? Cosa fa il Psicologo?

Può lo Psicologo fare il Pedagogista? E il pedagogista può fare lo Psicologo?

Esempi di annunci di lavoro che fondono e confondono la figura dello Psicologo e dell'Educatore Professionale: Cercasi personale qualificato Educatore Professionale/Psicologo; Selezioniamo la figura di EDUCATORE/TRICE PROFESSIONALE - Requisiti indispensabili: Laurea in Scienze dell'educazione o Psicologia. Psicologi e Pedagogisti cosa possono fare insieme per evitare queste offerte di lavoro indiscriminate e confusive?

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