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L'intervista: Ansia da esame

Ansia da esame

Intervista a Luca Iovane

Cosa vive chi prova ansia e stress in prossimità degli esami universitari?

L’esame è sempre una prova che determina un giudizio ed è per questo che viene vissuto con grande intensità. L’importanza che si dà a questi momenti suscita molte volte sensazioni di alterazione, di ansia, si dorme poco, ci si stanca molto e tutto l’organismo e la mente sono concentrati per questa performance. Lo studente che prova questi “stati emotivi”, in genere, non ha molto ben chiaro l’obiettivo. A causa di questa confusione, s’innescano reazioni fisiche e psicologiche tendenti allo stress e ansia. Lo stato di ansia è molto legato allo stress; quando si è molto ansiosi, in alcuni casi, il sistema immunitario s’indebolisce e si possono contrarre infezioni leggere ma fastidiose come il raffreddore o quelle sensazioni “psicosomatiche” che danno fastidio.

A cosa può essere connessa questa preoccupazione? Da cosa può dipendere?

L'esame è sempre visto come un giudizio dato da altri, una valutazione da parte di persone con le quali non vi è una stretta relazione, per questo motivo la "performance" viene sopravvalutata. L’esame è vissuto come un momento di verifica e il suo superamento rappresenta un successo. Questa preoccupazione eccessiva è anche legata alla fiducia in se stessi, quindi sale quando non si hanno buone sensazioni su quello che si è fatto, si percepisce che non si è fatto abbastanza per la preparazione e quindi si vive male il momento dell’esame. Con il rilassamento (per esempio con le tecniche di training autogeno) si allevia notevolmente questo stato e si vivrà questo momento con la massima serenità.

Che consiglio/indicazione daresti a chi prova un’ansia eccessiva quando deve sostenere l’esame?

Consigli e indicazioni ce ne sono molti, si va dall’alimentazione allo svago pre-esame. Questi comportamenti possono alleviare lo stato d’ansia, la mente conscia si distrae mentre quella inconscia (strettamente emozionale) elabora tutto il lavoro fatto durante la preparazione. Quello che consiglio e che non dovrebbe mai mancare, a fronte di una buona preparazione, il “sentire” che si è fatto veramente il massimo e che qualunque cosa accada è una conseguenza e non l’obiettivo.

Nel corso della preparazione

Nel corso della preparazione cercare di migliorare il metodo di studio in quanto è strettamente correlato allo stato di ansia. Come ogni allenamento anche questo viene dall'esperienza. Un atteggiamento di calma e di serenità aiutano moltissimo nella preparazione. Affrontare quindi come una conseguenza (l'esame) aiuta moltissimo a gestire l'ansia e lo stress. L'esame è una conseguenza e non l'obiettivo.

Nel momento dell’esame

Ci siamo, il momento è arrivato, la verifica del nostro lavoro, il momento centrale che decreta ufficialmente il nostro successo. Occore ripetere a se stessi che si è fatto il possibile, del proprio meglio, quindi nulla potrà andare male. Una specie di “mantra” o frase che si può ripetere a se stessi e che funziona molto come “ansiolitico”.

Aiuta moltissimo entrare in uno stato positivo, rilassato e soprattutto pensare con vigore che le cose andranno bene. 10 minuti prima di essere chiamati, mettersi in una posizione di confort e chiudendo gli occhi e respirando lentamente immaginare che si è superato l'esame, le sensazioni positive che ne determinano e tutto il contesto.

E ai loro genitori che suggerimento potresti offrire?

Ai genitori dei ragazzi suggerisco di non essere assillanti, ma d'incoraggiare, di usare la strategia della "mamma gatta" che si mette in un posto privilegiato e osserva i suoi cuccioli e solo quando vede o percepisce che hanno bisogno di aiuto interviene. Suggerisco inoltre di non fare eccessivamente leva sulla fretta, ogni persona ha i suoi tempi di studio.

Se queste indicazioni non fossero sufficienti, che tipo di supporto potrebbe cercare uno studente universitario per affrontare con maggiore serenità gli esami?

Il tipo di supporto che si può cercare è diverso a seconda delle esigenze. Ad esempio ci si può rivolgere ad uno psicologo di base per ricevere un orientamento rispetto alle proprie difficoltà.

È possibile anche cercare un supporto più specifico, ad esempio, rivolgendosi ad uno psicologo specializzato in psicoterapia, se si desidera intraprendere un percorso di autoconsapevolezza ed esplorazione interiore più profonda per comprendere ed elaborare l’origine del proprio disagio,  oppure ad uno psicologo specializzato in life coach o tecniche di rilassamento, per acquisire strategie di coping e gestione dell’ansia.

Note su Luca Iovane

Psicologo del Lavoro, esperto in problematiche di Mobbing, stress lavorativo e comunicazione in ambito aziendale. Da circa 15 anni si occupa di Formazione e Gestione del Potenziale Umano, sviluppando tematiche di ricerca sul miglioramento della Performance lavorativa confluite nella costruzione del metodo Psico Neuro Coaching ©. Contatti: luca.iovane@libero.it.

Ansia (1)

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