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Procrastinare con successo

Procrastinare con successo

Capita spesso di sentir parlare di procrastinazione e il più delle volte associata a giudizi negativi e a insane abitudini da correggere.

Ma siamo certi che sia sempre così? Io (ma non sono la sola) credo di no.

Procrastinare può essere una risorsa e un pregio, purchè però lo si faccia in modo efficace, ottenendo così risultati migliori e con minori sensi di colpa e ansie.

Ma andiamo con ordine.

Cosa è la procrastinazione

Il concetto di procrastinazione descrive il rimandare abitualmente e intenzionalmente un'attività percepita come noiosa o spiacevole (Schouwenburg, 2004).

Il motivo per il quale la procrastinazione è considerata in modo negativo è associato al fatto che, generalmente, chi tende a procrastinare lo fa abitualmente con il risultato di non riuscire a raggiungere i risultati desiderati, o di riuscire a farlo solo con notevoli livelli di stress e affaticamento.

Diversi tipi di procrastinatori

Non tutti i procrastinatori sono uguali. In letteratura è possibile rintracciare diverse classificazioni.

Una di questa è quella proposta da Walker (2004) che distingue quattro tipologie di procrastinatori:

  1. il posticipatore: vive sempre nel presente e non riesce a rispettare le scadenze perchè non sa pianificare la propria attività; spesso rifugge i compiti più impegnativi perchè si sente facilmente frustrato e ha difficoltà a concentrarsi;
  2. il politico: ha un elevato bisogno di affiliazione e un forte senso di potere personale; è motivato dal bisogno di appartenere e di compiacere gli altri e per questo fa fatica a trovare il tempo per se stesso e per le proprie attività;
  3. il castigatore: ha un approccio fatalistico alla vita e nessun senso di potere personale; tende a percepirsi costantemente inadeguato in quanto sente di aver poco controllo sulla propria vita, è pessimista, insicuro, focalizza molto sui propri insuccessi del passato, concludendo che non c'è nulla che può aiutarlo o che lui possa fare per migliorare la propria condizione;
  4. il perfezionista: è concentrato sul compito ma non è mai soddisfatto dei risultati; rimanda perchè si pone obiettivi eccessivamente elevati che non riesce a raggiungere o che vengono raggiunti solo dopo un impegno di tempo eccessivo rispetto alle necessità del compito o al tempo a disposizione.

Perchè una persona tende a procrastinare

Le cause della procrastinazione possono essere molteplici.

Può essere dovuta a un tratto di personalità e, quindi, a una caratteristica "innata" della persona che pervade ogni sfera della sua vita.

Può anche essere un comportamento isolato che si manifesta solo in alcune aree della vita; in questi casi può essere associata ad altri fattori individuali come il livello di motivazione.

Altri fattori contestuali possono accrescere la tendenza alla procrastinazione, come ad esempio (Bonder, 2009):

  • fattori che influenzano la capacità di realizzare i propri obiettivi (es., una condizione psicofisica non ottimale caratterizzata da stanchezza o umore depresso; un vissuto di impotenza o di insoddisfazione; un accumulo eccessivo di impegni);
  • cambiamenti nel ciclo di vita (es. il pensionamento, un cambiamento in ambito lavorativo, la nascita di un figlio);
  • l'educazione e i modelli ricevuti nell'infanzia.

Alcuni autori (Giusti, 2009; De Luca, Spalletta, 2011) hanno proposto un elenco delle 12 cause più comuni che portano le persone a temporeggiare nel potare a termine i loro impegni:

  1. la confusione, che in situazioni complesse può portare a difficoltà di scelta;
  2. la scarsa capacità analitica, che può portare ad attuare piani d’azione inefficaci;
  3. la difficoltà a definire delle priorità;
  4. l’eccessivo senso di responsabilità, che può portare a una paura paralizzante di sbagliare;
  5. la percezione di un rischio eccessivo associato alla scelta o all’azione;
  6. l’ansia, dovuta alla sensazione di sentirsi incapaci di gestire certe situazioni;
  7. l’evitamento degli impegni considerati troppo gravosi o sgradevoli;
  8. la dipendenza dagli altri, per cui la persona si percepisce come incapace a scegliere o a decidere da sola;
  9. il comportamento compulsivo, dovuto alla paura di sbagliare, a un’autocritica eccessiva e a un bisogno di perfezionismo;
  10. la convinzione di avere problemi fisici considerati invalidanti;
  11. la monotonia associata a compiti percepiti come noiosi o poco stimolanti;
  12. la noia che, a differenza della monotonia, non è associata al compito in sé bensì a un atteggiamento psicologico generalizzato della persona.

Quando la procrastinazione è un pregio

Quanto sinora riportato aiuta a comprendere perchè la procrastinazione è tendenzialmente raffigurata come un comportamento o tratto di personalità con effetti negativi.

Ma non è sempre così. Alcuni autori, infatti, osservano che la procrastinazione può essere tollerabile e trasformarsi in pregio se, malgrado i ritardi, la persona può reputarsi soddisfatta di ciò che ha realizzato (Bonder, 2009).

La potenziale valenza positiva della procrastinazione, purché intenzionalmente e accuratamente direzionata, si basa sulla distinzione tra procrastinatori passivi, che rimandano anche quando non vorrebbero farlo e vivono negativamente questo loro atteggiamento, e procrastinatori attivi, che appaiono più efficienti e più soddisfatti delle loro prestazioni quando agiscono all’ultimo minuto, sotto pressione e ottimizzando il tempo a loro disposizione (Choi, Moran, 2009).

Imparare a procrastinare con successo

Cosa fare allora se non ne puoi più di sentirti dire (o di dire a te stesso) che non puoi sempre ridurti all'ultimo minuto?

Il primo passo fondamentale è comprendere bene che tipo di procrastinatore sei, in che modo e perchè tendi sempre a rimandare.

Innanzitutto verifica se sei un procrastinatore attivo.

Puoi definirti tale se, ad esempio,

  • senti di dare il meglio di te sotto pressione;
  • tendi a rimandare le consegne per aumentare al massimo la tua motivazione;
  • quando fai le cose all'ultimo minuto riesci comunque a rispettare le scadenze;
  • sei soddisfatto del tuo lavoro quando ti impegni al massimo a ridosso della scadenza.

Se ti ritrovi in queste affermazioni e, dunque, senti di rendere il massimo quando agisci sotto pressione e quanto più sei vicino alle scadenze, accetta questa tua indole e organizza il tuo tempo di conseguenza. Ad esempio, fai in modo da non avere ulteriori impegni quando dovrai dedicarti completamente a un'attività in poco tempo. Inoltre, nel periodo che precede la scadenza non accumulare altre attività eccessivamente stressanti e riposati in modo da avere sufficienti energie quando arriverà il momento di dare il massimo. Così facendo non avrai distrazioni, non sarai troppo stanco e vivrai con maggiore serenità e concentrazione il tempo a ridosso della scadenza.

Se, invece, senti di essere un procrastinatore passivo, quando vivi tale modalità come negativa perchè ti impedisce di agire, ti fa vivere sensi di colpa, ti fa sentire insoddisfatto e ti sembra un ostacolo alla piena realizzazione dei tuoi obiettivi, allora è arrivato il momento di cambiare abitudini, individuare strategie più efficaci, rispettando, allo stesso tempo, le tue esigenze, il tuo stile e i tuoi ritmi.

Alcune indicazioni pratiche, ad esempio, sono:

  • analizza con attenzione la tua tendenza a procrastinare (es., in quali ambiti, rispetto a quali scadenze, di fronte a che tipo di impegni tendi a procrastinare);
  • non pensare mai di essere destinato al fallimento: anche se hai sempre procrastinato puoi allenarti ad agire in modalità differenti che siano per te più soddisfacenti pur rispettando il tuo modo di essere;
  • pianifica meticolosamente i tuoi impegni, sfruttando la tua creatività per trovare gli strumenti che più senti adatti a te (es. agenda,  block notes, post-it, strumenti elettronici, schemi, disegni, colori, ecc. ecc.). Attenzione alle "to do-list"! Conosco tante persone seppellite sotto centianie di liste di cose da fare e non portate mai a termine: finchè non fisserai una scadenza è molto probabile che le cose da fare rimarranno in eterno nelle loro lista;
  • monitora attentamente il modo in cui gestisci il tuo tempo: dedichi abbastanza tempo ai tuoi impegni? E a riposarti e divertirti? Tutti sanno che se non ci si dedica al "dovere" non ci si può godere il "piacere" ma molti ignorano che se non ci si riposa e non ci si diverte abbastanza diviene difficile realizzare i propri impegni!
  • suddividi gli impegni, soprattutto quelli più complessi, in piccoli obiettivi per renderli più gestibili e facili da realizzare; senza ovviamente mai perdere di vista l'obiettivo finale nel suo insieme;
  • dai un colore ai tuoi impegni: definisci le priorità, elimina ciò che è superfluo, lascia spazio per ciò che "devi" ma anche per ciò che "vuoi" fare;
  • inventa i tuoi piccoli trucchi: ad esempio, individua dei rinforzi positivi, delle ricompense che ti potrai dare quando arrivi alla fine del tuo compito; trova degli alleati, amici con cui condividere gli impegni che consideri più noiosi o difficili da portare a termine; crea il contesto più adatto, scegliendo luoghi piacevoli in cui svolgere le tue attività;
  • non aver timore nel rivolgerti a un professionista che possa aiutarti a realizzare questi obiettivi, sostenendoti nel percorso di consapevolezza rispetto alla tua tendenza a procrastinare, aiutandoti a individuare le strategie e gli strumenti più adatti a te per vivere la tua vita con maggiore soddisfazione.

Diventa padrone del tuo tempo

Qualunque sia la strategia che senti più adatta a te, in qualunque modo deciderai di gestire la tua "agenda", ricorda sempre che se oggi senti di non essere pienamente soddisfatto del modo in cui affronti i tuoi impegni, ciò significa che è arrivato il momento di riprenderti la tua vita, di non essere più vittima del tempo ma di imparare a gestirlo.

In questo modo potrai arrivare alla fine di ogni giornata con maggiore soddisfazione e serenità, e non più con la sensazione di essere distutto e/o di non aver mai fatto abbastanza.

Per approfondire

Test e scale di misura della procrastinazione

  • Procrastination Scale (PS, Scala della Procrastinazione).
    Lay C.H. (1986). At last, my research article on procrastinators. In Journal of Research in Personality, 20, pp. 474-495.
  • Adult Inventory of Procrastination (AIP, Inventario della Procrastinazione per Adulti).
    McCown W., Johnson J. (1989). Validation of an adult inventory of procrastination. Unpublished manuscript, Philadelphia, PA., Department of Mental Health/Psychology, Hahnemann University.
  • Decisional Procrastination Questionnaire (DPQ, Questionario della Procrastinazione Decisionale).
    Mann L. (1982). Decision-making questionnaire. Unpublished manuscript. Flinders University of South Australia.
  • Procrastination Assessment Scale (PASS, Scala della Valutazione della Procrastinazione).
    Solomon L.J., Rothblum E.D. (1984). Academic procrastination: Frequency and cognitivebehavioral correlates. In Journal of Counseling Psychology, 31(4), pp. 503-509.
  • Tuckman Procrastination Scale (TPS, Scala della Procastinazione di Tuckman).
    Tuckman B. (1991). The development and concurrent validity of the procrastination scale. In Educational and Psychological Measurement, 51, pp. 473-480.
  • Active Procrastination Scale (Scala della Procrastinazione Attiva).
    Choi J., Moran S. (2009). Why not procrastinate? Development and validation of a new active procrastination scale. In Journal of Social Psychology, 149(2), pp. 195-211.

Libri e articoli sulla procrastinazione

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