Abbandonare la mentalità del povero e sviluppare quella del ricco: come desiderare e ottenere ciò che vuoi

"Passare dalla mentalità del povero e alla mentalità del ricco" è un'espressione che è nata dagli scambi avuti durante i nostri colloqui presso il mio studio di psicoterapia. Vediamo meglio cosa significa…

Dalla mentalità del povero alla mentalità del ricco: dalla scarsità all'abbondanza

Non parliamo di come fare soldi velocemente.
Se stai cercando scorciatoie o formule magiche, potresti rimanere delusə.
Qui parliamo di qualcosa di più profondo: cambiare il modo in cui pensiamo, sentiamo e ci relazioniamo ai nostri desideri.

Parlo di quella vocina interiore che ti dice: “non posso permettermelo”, “non è per me” o “prima devo sacrificarmi”.

Non riguarda solo il denaro: riguarda il diritto a desiderare e a costruire una vita che abbia senso per te.

Molte persone che incontro nei percorsi di psicoterapia individuale o di terapia di gruppo raccontano qualcosa di molto simile: 

Vorrei un lavoro più appagante, una casa più confortevole, una vita più allineata a chi sono… ma non riesco nemmeno a immaginare che sia possibile.

Questo articolo nasce da quelle conversazioni, e forse parla anche di te.

La “mentalità del povero”: una questione psicologica

Quando parlo di “mentalità del povero” - che potremmo chiamare anche mentalità della scarsità, della rinuncia o del sacrificio -  non mi riferisco alla povertà economica reale.
Quella è una condizione materiale e sociale concreta, spesso ingiusta e non scelta.

Mi riferisco a un assetto psicologico: un modo di pensare e sentire il desiderio, il valore personale e le possibilità.
Un assetto che può esistere indipendentemente dal reddito.

La mentalità del povero non dipende dai soldi.
Ci sono persone con redditi stabili che vivono in costante sensazione di scarsità.
E altre, partendo da condizioni difficili, riescono a costruire una vita più soddisfacente.

Si tratta di uno stato mentale caratterizzato da:

  • Paura di desiderare: non ti permetti nemmeno di sognare ciò che vuoi davvero.
  • Convinzione di non meritare: pensi che la felicità o il successo non siano fatti per te.
  • Attenzione alla rinuncia più che alle possibilità: ti concentri su ciò che non puoi avere, e perdi di vista ciò che potresti costruire.
  • Identificazione con il sacrificio come valore: ti senti bravə solo se ti privi di te stessə.
  • Difficoltà a investire su se stessə: prendersi cura di sé sembra egoista, anche quando è ciò che ti serve di più.

Questa mentalità non è una colpa né una scelta consapevole. 
È spesso una strategia di adattamento appresa in contesti di scarsità reale o emotiva. Queste abitudini nascono dall’ambiente in cui siamo cresciutə e dai messaggi, espliciti o impliciti, che abbiamo ricevuto da bambinə.

Da dove nasce la mentalità della scarsità

Molte persone hanno interiorizzato messaggi come:

  • “I soldi sono un problema”
  • “Chi desidera troppo è egoista”
  • “Bisogna accontentarsi”
  • “Prima il dovere, poi (forse) il piacere”
  • “Investire su di sé è rischioso”
  • "Non vali abbastanza da meritare qualcosa"

Se cresci in un contesto in cui la scarsità è reale o percepita, impari a sopravvivere più che a realizzarti.
E spesso questo modo di pensare resta con noi anche quando le condizioni esterne cambiano, continuando a influenzare le nostre scelte.

Desiderare: il primo passo verso la "mentalità del ricco"

Molte persone trovano difficile anche solo permettersi di desiderare.
Desiderio e senso di colpa spesso vanno a braccetto e sono due dei temi più presenti nelle nostre sedute, sia nella psicoterapia individuale sia nei gruppi di terapia.

Eppure, desiderare non è egoismo.
È un atto di cura verso se stessə. Significa riconoscere i propri bisogni e dire:

Posso costruire qualcosa di meglio per me.

Quando inizi a permetterti di desiderare, avviene già un primo cambiamento.
Si passa da “devo rinunciare” a “posso orientarmi verso ciò che mi fa crescere”.

Prova oggi: scrivi su carta un piccolo desiderio, anche semplice.
Vederlo nero su bianco lo rende reale e tangibile.

Abbandonare la mentalità della rinuncia 

Cambiare mentalità nel senso in cui ne stiamo parlando non significa vivere senza limiti. 
Non significa ignorare la realtà o essere irresponsabilə.
Significa smettere di pensare che il sacrificio sia l’unica strada e cominciare a costruire una vita più intenzionale.

Desiderare non è un lusso
È una competenza psicologica fondamentale.
Imparare a farlo, passo dopo passo, può cambiare profondamente il tuo rapporto con te stessə e con ciò che desideri davvero.

Da una logica della scarsità a una logica dell'abbondanza

Riconoscere il proprio valore

Impara a dirti:

“Valgo abbastanza da investire su di me.”
“Merito una vita più in linea con i miei bisogni.”
“Posso fare scelte invece di subire sempre le circostanze.”

Anche piccoli gesti quotidiani, come dedicare tempo a un hobby o imparare qualcosa di nuovo, possono diventare un modo concreto per affermare il tuo valore.

Spostare il focus dalla rinuncia all’investimento

Non si tratta di spendere senza criterio, ma di chiedersi: dove sto mettendo le mie risorse?

Investire su se stessə può significare cercare un lavoro più in linea con i propri valori, dedicarsi a un percorso di formazione o crescita personale, ritagliarsi del tempo per ricaricarsi.

La profezia che si autoavvera

Quello che crediamo possibile influenza quello che facciamo. Se pensi “non ce la farò mai”, agirai di conseguenza.

Se credi che il cambiamento sia possibile, ti apri a nuove possibilità. Concetti come la self-efficacy di Bandura ci ricordano che ci muoviamo verso ciò che consideriamo realizzabile.

5 piccoli passi concreti per sviluppare la "mentalità del ricco"

Permettersi di desiderare è il primo passo.
Ecco alcune strategie semplici per trasformare questa consapevolezza in azione concreta.

  1. Fatti un regalo – non deve essere costoso, può essere un libro, un corso o un momento tutto tuo.
  2. Investi il tuo primo penny su te stessə – anche simbolicamente, è un segnale potente di cambiamento.
  3. Annota un desiderio – mettilo su carta, così diventa reale.
  4. Dedica 10 minuti a te stessə ogni giorno – respira, rifletti, fai qualcosa che ti nutre.
  5. Chiediti: “Cosa posso fare oggi per avvicinarmi a ciò che desidero?” – anche un piccolo passo conta.

Il cambiamento non è un atto grandioso.
È una serie di piccoli gesti quotidiani, uniti a una maggiore consapevolezza di sé e del proprio diritto a desiderare.

Affidarsi al supporto di unə professionista - scegliendo un percorso di psicoterapia individuale oppure una terapia di gruppo - può aiutarti a rendere il percorso più leggero ed efficace.

Inizia oggi. Inizia con te stessə.

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Con un percorso di psicoterapia individuale potrai affrontare le tue attuali problematiche e prepararti a gestire al meglio quelle future. Quello che ti propongo è un percorso su misura per te, alla scoperta di quello che sei e che potrai diventare.

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La terapia di gruppo è un'opportunità unica di esplorazione personale, crescita e autoconsapevolezza attraverso il confronto e la condivisione delle esperienze. Potrai scegliere la tipologia di gruppo più adatta a te.

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