Non possiamo fermare le onde, ma possiamo imparare a surfare.
Jon Kabat-Zinn
Ti capita di sentirti sopraffattə da pensieri che non riesci a fermare? Di avere il corpo in tensione, il cuore che batte forte, la mente che corre sempre un passo avanti, immaginando gli scenari peggiori? L’ansia spesso si presenta così: come un’onda che arriva all’improvviso e sembra troppo grande da gestire.
Cos’è l’ansia?
L’ansia è un’emozione umana, naturale e molto comune, che si manifesta quando il nostro sistema di allerta si attiva in risposta a una possibile minaccia o a una situazione percepita come pericolosa o troppo impegnativa.
In questi momenti il corpo entra in uno stato di attivazione: il battito cardiaco accelera, il respiro cambia, i muscoli si attivano. Tutto questo serve per prepararci ad affrontare ciò che sta accadendo.
In questa forma, l’ansia è adattiva e utile, come d’altronde tutte le emozioni, perché ci dà informazioni importanti su noi stessə e sull’ambiente che ci circonda.
Ci rende più attentə, più prontə, più concentratə. In altre parole, ci aiuta a sopravvivere.
Il problema nasce quando questo sistema di allarme si attiva troppo spesso, troppo intensamente o anche in assenza di un pericolo reale. Come abbiamo già visto nell'articolo Io e le mie vertigini, in questi casi, l’ansia smette di essere utile e può diventare fonte di sofferenza che, talvolta, può sfociare in veri e propri disturbi.
Ansia e paura: una differenza importante
Molto spesso l’ansia viene confusa con la paura, ma sono due emozioni differenti. La paura è una risposta a un pericolo immediato e concreto (“sta succedendo adesso”). L’ansia, invece, è più spesso legata all’anticipazione: riguarda ciò che potrebbe succedere (“e se succedesse…?”).
È come se la mente rimanesse costantemente proiettata in avanti, alimentata da preoccupazioni e scenari futuri, cercando di prevedere e controllare quello che verrà.
Quando l’ansia diventa un problema
L’ansia diventa “patologica” quando la risposta è sproporzionata rispetto alla situazione, persistente, duratura e difficile da regolare.
In questi casi, invece di aiutarci, l’ansia finisce per invadere diversi ambiti della nostra vita, consumando le nostre energie.
Si riduce la lucidità, aumenta l’evitamento e si può entrare in un circolo vizioso in cui i sintomi spaventano, la paura aumenta e l’ansia cresce ancora: la cosiddetta “paura della paura”.
L’ansia può presentarsi in forme diverse:
- ansia costante e generalizzata,
- ansia sociale,
- ansia da prestazione,
- ansia anticipatoria,
- attacchi di panico,
- fobie.
Cambia il modo in cui si manifesta, ma il meccanismo di fondo è spesso lo stesso: un allarme che fatica a spegnersi.
I sintomi dell’ansia: cosa succede nel corpo e nella mente
L’ansia può manifestarsi in modo diverso da persona a persona, ma spesso include sintomi:
- Fisici: tachicardia, palpitazioni, tensione muscolare, fiato corto, nausea, tremori, sudorazione, vertigini, senso di “peso” al petto.
- Cognitivi: rimuginio, pensieri intrusivi, catastrofizzazione, difficoltà di concentrazione, vuoti mentali.
- Emotivi e comportamentali: irritabilità, agitazione, aggressività, disturbi del sonno, bisogno di rassicurazioni, evitamento di situazioni temute.
Riconoscere questi segnali non serve a “etichettarsi”, ma a leggere ciò che sta accadendo con più chiarezza: l’ansia è un messaggio, non una condanna.
Quali sono le cause dell'ansia
Le cause dell’ansia sono quasi sempre il risultato dell’incontro tra più fattori:
- biologici e genetici, come una predisposizione individuale e la sensibilità del sistema nervoso allo stress;
- psicologici, come esperienze di vita difficili, traumi, insicurezza, perfezionismo, bassa autostima o abitudini di pensiero molto autocritiche o catastrofiche;
- ambientali e sociali, come ritmi frenetici, pressione lavorativa, relazioni complesse, periodi di forte cambiamento, incertezze economiche e confronto continuo con gli altri (anche attraverso i social).
Un elemento centrale è la percezione di non avere controllo o di non avere gli strumenti per fronteggiare la situazione.
Quali sono le strategie pratiche per fronteggiare l’ansia
Quando l’ansia arriva, l’obiettivo non è “eliminarla” a tutti i costi o “gestirla”, ma imparare a regolarla, per ridurne l’intensità, recuperare presenza e trovare, così, risposte alternative più efficaci.
Alcune strategie utili includono:
- riconoscere, nominare e stare nell’emozione: (“sto provando ansia”) per ridurre la fusione con i pensieri ansiosi e affrontare la situazione con maggiore lucidità;
- portare attenzione al respiro e al corpo: rallentare la respirazione, sciogliere le tensioni muscolari, riportare attenzione alle sensazioni fisiche per ridurre l’attivazione del sistema nervoso;
- utilizzare tecniche di mindfulness e grounding (radicamento): due pratiche che aiutano a tornare al “qui e ora” attraverso la respirazione consapevole e la scansione corporea; utili per riconnettersi con se stessi e ritrovare la calma;
- ristrutturazione cognitiva: riconoscere e modificare i pensieri automatici e catastrofici (“andrà malissimo”) per sostituirli con alternative più realistiche ed equilibrate;
- ridurre gradualmente l’evitamento: evitare dà sollievo immediato, ma nel tempo rinforza la paura e l’ansia; piccoli passi graduali, invece, possono fare la differenza;
- adottare uno stile di vita sano: sonno, movimento regolare, routine e riduzione di sostanze eccitanti (come eccesso di caffeina) aiutano a mantenere un maggiore equilibrio e a stabilizzare il sistema nervoso;
- cercare supporto nellə altrə: condividere ciò che si sta vivendo con persone di fiducia, come amicə, familiari, partner, e cercare supporto professionale, come servizi di supporto psicologico, psicoterapia individuale o di gruppo, counseling, per ridurre il carico emotivo e sentirsi meno isolatə;
Come si può affrontare l’ansia insieme al gruppo
La terapia di gruppo offre uno spazio in cui non solo si parla di ansia, ma la si comprende e la si affronta insieme.
Come abbiamo visto nell’articolo Ansia: affrontarla insieme nella terapia di gruppo per sentirsi meno soli, il confronto in gruppo offre uno spazio sicuro in cui diventa possibile:
- condividere le proprie esperienze e riconoscere le emozioni legate all’ansia;
- ridurre il senso di solitudine attraverso il rispecchiamento con chi vive difficoltà simili;
- imparare a riconoscere i propri segnali di allarme e i meccanismi che mantengono l’ansia;
- esplorare strategie pratiche per regolare l’attivazione e ritrovare maggiore equilibrio;
- attivare risorse personali e scoprire nuovi modi per prendersi cura di sé.
Stare in gruppo, dunque, permette di sentirsi supportatə, normalizzare la propria esperienza e sviluppare strumenti concreti per affrontare l’ansia in modo meno faticoso e più consapevole.
Oh, ma quanto tempo ho perso dietro ad un dito
senza capire che accusavo me
a volte pensi di essere cresciuto ma porti dentro un altro limite
e quante trappole che ho costruito
per poi finirci dentro solo io
perché mi stesse bene quel vestito
oggi mi accorgo che non era mio, non era mioPrendimi le mani adesso
e dimmi che è diverso e che mi passerà il panico dell’ansia
che posso stare senza
fermami le mani addosso
infondo è un solo sorso la felicità
devi berla tutta
che questa vita è una
Ma quante ore che ho buttato al vento
e quanto vento che è passato di qui
di certo avrò sbagliato anche il momento
ma non riuscivo più a comprendermi
e sono stato male, male male male
ed ho creduto che era meglio così
che col dolore ci sapevo fare
ma mi serviva per nascondermi
mi ascolti
Prendimi le mani adesso
e dimmi che è diverso e che mi passerà
il panico dell’ansia
che posso stare senza
fermami le mani addosso
infondo è un solo sorso la felicità
devi berla tutta
che questa vita è unaIl Panico dell'Ansia - Maldestro