Il tuo San Valentino ha bisogno di una mano? Scopri come il tuo stile di attaccamento influenza le relazioni

San Valentino è alle porte: una giornata che accende emozioni forti e contrastanti. Per alcune persone è un’occasione speciale per celebrare l’amore, per altre può essere un momento difficile, segnato da solitudine, insicurezza emotiva o aspettative deluse. Che tu sia in coppia, single o in una fase di crescita personale, questa ricorrenza ci invita a riflettere sul modo in cui ci relazioniamo con gli altri.

Nell'articolo San Valentino: suggerimenti per sopravvivere al 14 Febbraio, da single o in coppia. E se c'è l'amante? abbiamo parlato di quanto sia fondamentale amare noi stessə per costruire relazioni autentiche.

E se, nonostante l’amore per noi stessi, le relazioni sembrano sempre seguire gli stessi schemi? La risposta spesso risiede nel nostro stile di attaccamento.

Ti sei mai chiestə…

Perché le mie relazioni finiscono sempre allo stesso modo?

Perché provo tanta paura di essere lasciatə?

O perché, quando una relazione diventa seria, sento il bisogno di chiudermi e scappare?

Conoscere il proprio stile di attaccamento permette di capire perché certe dinamiche si ripetono, perché emergono insicurezza emotiva o paure dell’abbandono, e come affrontarle in modo più sano.

Cosa sono gli stili di attaccamento

Gli stili di attaccamento sono schemi emotivi e comportamentali che si sviluppano durante l’infanzia, a partire dalle prime interazioni con le figure di riferimento. Essi descrivono il modo in cui ciascuno di noi ha imparato a stare in relazione.

Secondo la teoria dell'attaccamento di John Bowlby, l’essere umano nasce con un bisogno fondamentale: creare legami che offrano protezione, sicurezza e accudimento. Questi legami non sono solo affettivi, ma essenziali per lo sviluppo emotivo e psicologico.

Le esperienze con le figure significative diventano i Modelli Operativi Interni (MOI), vere e proprie “mappe interne” che ci guidano, spesso in modo inconsapevole, nel modo in cui:

  • ci avviciniamo allə altrə;
  • chiediamo aiuto o lo evitiamo;
  • reagiamo alla distanza, al conflitto o alla frustrazione;
  • interpretiamo il comportamento altrui.

Questi schemi si riflettono nel nostro stile di attaccamento e tendono a mantenersi anche da adulti.

Mary Ainsworth, attraverso la Strange Situation, ha identificato quattro principali stili di attaccamento: sicuro, ansioso (ambivalente), evitante e disorganizzato.

Gli stili di attaccamento

Stile sicuro

Si sviluppa quando il bambino ha avuto figure di riferimento emotivamente disponibili e prevedibili.
Chi ha uno stile sicuro riesce a bilanciare vicinanza e autonomia, chiedere e offrire supporto. Le relazioni diventano spazi di cooperazione e crescita, anche nei momenti di difficoltà.

Stile ansioso-ambivalente

Si sviluppa in contesti in cui le figure di riferimento sono incoerenti o imprevedibili.
Da adulto, chi ha uno stile ansioso tende a dare grande valore alle relazioni, ma vive una forte paura della perdita e del rifiuto. Cerca conferme costanti e può essere molto sensibile ai segnali di distanza.
Le relazioni diventano spesso intense e cariche di tensione, con il rischio di dipendenza emotiva.
Esempio: controllare ripetutamente se un messaggio è stato letto o preoccuparsi per piccoli cambiamenti nel tono della voce.

Stile evitante

Si sviluppa quando le figure di riferimento sono distanti o svalutano i bisogni emotivi.
Da adulto, chi ha uno stile evitante dà grande valore all’autonomia e prova disagio di fronte a richieste di vicinanza emotiva. Le relazioni possono sembrare invasive o deludenti, portando a chiusura o controllo emotivo.
Spesso è chi dice “sto bene così” e lo crede davvero… finché qualcuno non si avvicina troppo.

Stile disorganizzato

Spesso legato a esperienze traumatiche o contraddittorie in infanzia.
Convivono bisogno di vicinanza e paura della relazione, portando a oscillazioni tra momenti di ricerca di contatto e improvvisi ritiri. Le relazioni risultano intense, instabili e difficili da gestire.

Come gli stili interagiscono tra loro

Le difficoltà relazionali emergono dall’incontro tra due modi di stare in relazione.

Alcune dinamiche sono particolarmente comuni:

  • Ansioso + Evitante: dinamica “inseguitore–distanziante”, in cui chi cerca vicinanza spinge l’altro a ritirarsi, creando un circolo di tensione.
  • Ansioso + Ansioso: entrambe le persone cercano conferme continue; la relazione può diventare intensa ma ansiosa e dipendente.
  • Evitante + Evitante: entrambi proteggono la propria autonomia; la relazione appare tranquilla, ma emotivamente povera.
  • Sicuro + insicuro: la presenza di una persona sicura può stabilizzare la relazione e contenere le insicurezze.
  • Disorganizzato + Disorganizzato: alternanza tra vicinanza e allontanamento, legami intensi e instabili.

Perché conoscere il proprio stile di attaccamento è importante

Conoscere il proprio stile aiuta a dare senso a:

  • Conflitti ricorrenti
  • Tipi di legami che tendiamo a costruire
  • Reazioni emotive sproporzionate
  • Copioni relazionali che si ripetono

Riconoscere questi schemi permette di smettere di vederli come difetti personali e comprendere che sono strategie apprese per protezione, modificabili nel tempo.

La domanda smette di essere: “Cosa c’è che non va in me?”
E diventa: “Che cosa ho imparato a fare per proteggermi nelle relazioni?”

Una possibilità di cambiamento

Gli stili di attaccamento non sono immutabili.

Possono evolvere grazie a:

  • nuove esperienze relazionali,
  • percorsi di psicoterapia,
  • gruppi di supporto psicologico.

Lavorare sugli stili di attaccamento permette di:

  • Osservare le proprie modalità relazionali
  • Confrontarsi con gli altri in un contesto sicuro
  • Sperimentare nuove forme di vicinanza, distanza e regolazione emotiva

L’obiettivo non è solo capire come funzioniamo, ma imparare a stare nelle relazioni in modo più sicuro, flessibile e rispettoso di noi stessi e degli altri.

Come il gruppo può aiutarti a comprendere e modificare il tuo stile di attaccamento

Come spiegato nell'articolo Il tuo San Valentino ha bisogno di una mano? Come il gruppo può aiutarti con il tuo stile di attaccamento, il gruppo può supportarti nel conoscere e lavorare sui tuoi stili di attaccamento.

Partecipare a un gruppo di terapia diventa un vero e proprio laboratorio di relazioni: uno spazio sicuro per osservare le proprie dinamiche, confrontarsi con chi vive esperienze simili e provare nuovi modi di entrare in contatto con gli altri.

 

Di che cosa mi occupo

Terapia individuale

Con un percorso di psicoterapia individuale potrai affrontare le tue attuali problematiche e prepararti a gestire al meglio quelle future. Quello che ti propongo è un percorso su misura per te, alla scoperta di quello che sei e che potrai diventare.

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La terapia di gruppo è un'opportunità unica di esplorazione personale, crescita e autoconsapevolezza attraverso il confronto e la condivisione delle esperienze. Potrai scegliere la tipologia di gruppo più adatta a te.

Smart Therapy e Smart Group Therapy

Rappresentano la modalità online dei nostri incontri individuali e di gruppo. Questa opzione non solo offre la comodità di incontrarci da remoto, ma mira a fornire una consulenza che sia efficace, efficiente e SMART.

Psicoterapia esperienziale

Esplora te stesso attraverso l'azione e l'esperienza diretta in gruppo. Questa modalità offre un viaggio unico di crescita personale e cambiamento. Sperimenta la potenza delle azioni e del coinvolgimento emotivo nel raggiungere nuove consapevolezze.

Counseling e Coaching

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